La miseria morale del laicismo francese

 

Charlie-Hebdo: Irriverente e controrivoluzionaria masturbazione intellettuale?

 

La ben nota citazione di Marx sulla “religione oppio dei popoli”, normalmente citata soltanto nella sua parte finale; inizia invece così:

La miseria religiosa esprime tanto la miseria reale quanto la protesta contro questa miseria reale. La religione è il gemito dell’oppresso, il sentimento di un mondo senza cuore, e insieme lo spirito di una condizione priva di spiritualità …

(„Das religiöse Elend ist in einem der Ausdruck des wirklichen Elends und in einem die Protestation gegen das wirkliche Elend. Die Religion ist der Seufzer der bedrängten Kreatur, das Gemüt einer herzlosen Welt…..“)

Ebbene, gli irresponsabili caricaturisti di Charlie Hebdo (o almeno buona parte di essi) si sono dedicati a dileggiare con creatività ed estremo cattivo gusto, proprio gli oppressi di cui sopra.

Certamente, la sinistra rivoluzionaria, nelle fasi più acute dello scontro di classe, non è stata tenera contro le religioni.

Chi non ricorda ad esempio l’immagine di Lenin che, con alcuni possenti colpi di scopa ripulisce il mondo da zar e gerarchie ecclesiastiche ortodosse che da secoli si sono prodigate per sostenere il suo potere assoluto ?

Ma –salvo errore- la rivoluzione bolscevica non ha mai esteso la propria critica a Cristo o Maometto rispettando così fedi e convinzioni di quel proletariato che si voleva liberare dai suoi sfruttatori.

Anche Mao Tse tung, assolutamente ateo, è noto per aver redatto un ordine che proibiva ai comunisti di infierire contro i luoghi di fede: “lasciate che siano i contadini a distruggere le loro chiese” egli affermò.

Ben diverso l’atteggiamento dei caricaturisti francesi.

Essi hanno fatto di peggio e di più: Si sono arrogati il diritto di violentare le credenze più sacre di quelle popolazioni che il loro governo stava contemporaneamente sottoponendo a pesanti bombardamenti (ultimo il caso dell’Iraq).

Le imprese di questi intellettuali si pongono allo stesso livello delle umiliazioni sessuali inflitte dalla mercenaria USA signora Lynndie England nella prigione di Abu Ghraib ai prigionieri di guerra iracheni.

Anche i caricaturisti francesi miravano a distruggere la dignità delle vittime del proprio governo, e questo perché i popoli giudicati “primitivi” non accettano le cosiddette “conquiste della civiltà” laica e occidentale.

Ve le immaginate le vignette di Apicella o di Siné rivolte a ridicolizzare gli orfani di Gaza, le madri di Buenos Aires o lo scempio al cadavere martirizzato di Ghaddafi?

PS. quando, nel 2009, un caricaturista di Charlie-Hebdo ha osato disegnare una vignetta che ridicolizzava la regione ebraica è stato licenziato in tronco.

 

zambon@zambo.net